Il Giardino delle Esperidi e il mio brodo di Giuggiole

Il Giardino delle Esperidi e il mio brodo di Giuggiole

 

Nulla sta nell’ anima che prima non sia passato attraverso i sensi

Nei giorni 27 e 28 di settembre di tre anni fa a Pitigliano, ho avuto la fortuna di visitare per la prima volta la splendida Mostra Mercato di fiori e piante rare  “Il giardino delle esperidi” presso il Museo all’aperto Alberto Manzi . 

La Mostra riuniva espositori di alto livello, produttori di varietà botaniche antiche e rare provenienti da tutto il territorio nazionale. .
 “Il giardino delle Esperidi” Mostra mercato di fiori ,piante rare e artigianato è un’idea e un progetto realizzato da Emanuela Torresini, una donna veneziana che oggi vive in Maremma, dopo aver girato il mondo. Perchè ha scelto questo nome per la sua Mostra Mercato ?

“Il Giardino delle Esperidi è un luogo leggendario della mitologia greca, in cui era sempre primavera, ricco di fiori colorati e profumati, con alberi che davano frutti enormi e dolcissimi. Le Esperidi erano tre sorelle, figlie di Atlante ed Espero, custodi del giardino e ninfe del tramonto. Il nome così evocativo dell’evento vuole proprio portare alla mente la ricchezza della natura e in particolare l’abbondanza dei frutti che vengono prodotti in autunno per caricarsi di energia per affrontare l’inverno.”

Conosco bene il museo Manzi Pitigliano ma, prima della Mostra non l’avevo mai sentito così emozionante. La vita e i colori dei fiori sembravano riconsegnare vita autentica alla storia del luogo, dove gli Etruschi hanno vissuto. La mostra mercato abbelliva e avvolgeva l’essenza del Museo progettato da Alberto Manzi, che lo aveva pensato come un  luogo vivo e capace di offrire emozioni ed esperienze autentiche.

La collocazione dei banchi e delle esposizioni era stata organizzata con cura e con raffinata eleganza, il museo all’aperto era il teatro dove erano esposte ricercate ed introvabili piante, inconsuete della fascia temperata calda. Recitavano il loro fascino in onore degli Etruschi e della loro cura del particolare. Le orchidee più belle e più rare erano, non a caso, collocate lungo la Via Cava Etrusca del Gradone che attraversa il parco, mentre sul pianoro i banchi espositivi mostravano piante mai viste prima e oggetti artigianali di notevole pregio. Confesso che amo le piante e i fiori e per questo amore non ho mai smesso di seguire la mostra mercato che si è ripetuta per ben tre anni nel nostro territorio spostandosi da Montemerano, a Pitigliano e in ultimo a Manciano. La mostra nel 2015 dal Museo Archeologico all’aperto di Alberto Manzi si è trasferita nel borgo di Pitigliano è purtroppo è stata l’ultima. Io ho perso un’occasione per vivere un evento di alta qualità, ma anche Pitigliano  ha perso una ottima occasione per mostrarsi.

Ma nulla è andato perduto!! L’11 novembre 2017, dalle 10 alle 1700 la mostra sarà visitabile @LaBiagiolaWinery ..non Mancate!!  https://www.facebook.com/GiardinodelleEsperidi/

Nell’occasione dell’ultima mostra del Giardino delle Esperidi a Pitigliano, gironzolando nella piazza e nei vicoli ho osservato i banchi degli espositori che mostravano le mie amate piante grasse, c’erano anche quelle che non avevo comprato a Montemerano, c’erano fiori con petali leggeri che occhieggiavano fra lampade in rame e palloncini di vetro soffiato. Poi ho avuto un colpo di fulmine, ho incontrato un piccolo albero poco entusiasmante al primo impatto, ma da un suo ramo fragile pendeva  un cartoncino bianco su cui era scritto ” Albero di Giuggiole” .
Leggere la parola Giuggiole ha creato l’ incantesimo. Non ho amato subito l’albero in sè, ma del suo nome mi sono innamorata.
Giuggiole, essere in un brodo di Giuggiole è una  termine che mi riporta all’infanzia, alle fiabe, ad un mondo antico .
Giuggiole è una parola che associo a qualcosa di armonioso, composto e ben fatto, un termine che già so e che mi appartiene da sempre. Giuggiuole... quando pronuncio la parola sento i suoni che emetto scivolare sul palato e inondarmi la bocca di sapori dolci, infantili.
Questo è un pensiero troppo farraginoso ed illogico per essere spiegato qui, ma concludo … ho comprato l’albero di giuggiole e l’ho piantato in giardino e aspettando le Giuggiole . Ho scoperto che le Giuggiole sono molto utili, infatti erano usate per creare caramelle che calmano la tosse dei bambini, ho scoperto che… “essere in un brodo di Giuggiole” non è solo un modo di dire, ma è anche il nome di un un liquore dolce e buonissimo, che ho provato!!

Conoscete la ricetta per preparare il seduttivo liquore chiamato“Brodo di Giuggiole” ?

Annnoto qui la ricetta per condividerla con voi e per sperimentarla  appena il mio piccolo albero farà  le sue Giuggiole.

Ingredienti:

1 kg. di giuggiole,  450 gr. di zucchero,  1 Kg. di uva bianca da tavola.

3 bicchieri di vino bianco,  4 mele cotogne,  2 arance,  2 limoni,  e acqua quanto basta. Togliere il nocciolo alle giuggiole, sbucciare  le mele e i chicchi di uva togliendo anche i semi. Dopo aver tagliato la frutta a piccoli pezzi, aggiu aggiungere lo zucchero ed il vino.
Mettere l’impasto sul fuoco basso per un’ora.Aggiungere le scorze grattugiate dei limoni e delle arance.
Far cuocere ancora per 15/20 minuti e poi far freddare. Filtrare  il liquido ottenuto con il colino, versarlo in una bottiglia con chiusura ermetica. Il liquore ottenuto dovrà rimanere al buio per circa un mese prima di essere consumato.

Aspetto sul blog , vostre notizie sul liquore di giuggiole..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.