La Leggenda della Bissantola in Maremma

La Leggenda della Bissantola in Maremma

In Maremma i contadi si alzavano prima all’alba per andare a lavorare nei campi , per “carrà” il fieno o per “raccatà” i balzi.
Al risveglio non sempre il corpo rispondeva al meglio e qualcuno di loro si alzava con “il piede sbagliato”, senza sentirsi perfettamente in forma. 
La mancanza delle forza fisica necessaria per affrontare una giornata nei campi rappresentava un problema vero, nessuno all’epoca poteva permettersi di inviare un certificato medico e prendersi la famosa giornata di “malattia”.
L’unica cosa da fare per ritrovare subito l’energia era fermarsi davanti l’uscio di casa e lentamente fare tre volte il segno della croce, recitando tre pater nostri.
Se, nonostante la preghiera le forze non tornavano subito bisognava ricorrere ad un’altra soluzione, più complessa ma efficace.
Velocemente si cercava fra il fieno e il grano una “Bissantola”, così chiamato un ragno con la pancia tonda e le zampette  lunghe. Una volta trovata la Bissantola bisognava metterla sul palmo della mano e intensamente recitare così:

Bissantola, Bissantola 
dammi l’acqua santa
o ti strappo una zampa.
Foto di sdmassimo da nikonclub.it

Allora, solo se la Bissantola autonomamente sceglieva di accucciarsi e strofinare  il muso sul dorso della mano lasciandovi una bella goccia d’acqua si era certi che, facendo il segno della croce con quella, tutto il malessere sarebbe presto passato e si poteva affrontare un’altra giornata di duro lavoro nei campi.

 

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