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“Signora, ha 4 viti da 5 e un trapano?

Molti uomini sono stati capaci di fare una cosa saggia, molti di più di farne una furba, ma pochissimi sono stati capaci di farne una generosa.
(Alexander Pope)

 

“Signora mi scusi , ha per caso 4 viti da 5 e un trapano?”

Io deglutisco e lo guardo in faccia.

Impiego due secondi per ricordarmi che devo sorridere, rispettando tutte le regole della comunicazione assertiva, lui è un mio cliente e il cliente ha sempre ragione. Tempo tre secondi e sono invasa dal’ immagine mentale di lui, il cliente che, con il trapano e le viti fora tutte le pareti del B&B, iniziando dal salone.

“Non credo di averle, ma posso chiederle a cosa le servono le 4 viti? “

“Signora Cinzia qui da lei è tutto bello, ma io amo le imperfezioni. Così le ho cercate dovunque a casa sua ed ho visto che la credenza in salone ha una zampa storta. Lei compri 4 viti da 5 e mi procuri un trapano e io la credenza l’aggiusto. Non le propongo un baratto, tranquilla! ”

Guardo in faccia quest’uomo alto, possente. Ha uno sguardo vivace come hanno i bambini, una moglie minuta con gli occhi azzurri/ grigio fumo, e tre figlie piccole, una più bella dell’altra. Sono miei ospiti nel Bed and Breakfast La Casa dei Carrai a Pitigliano, ormai da due giorni.

Mi emoziono e lo guardo ancora in faccia.  Rifletto sulla proposta ed intuisco che se c’è un soggetto fuori posto fra noi due, sono io e non lui.

Io barricata dentro i miei confini, scettica, timorosa di sperimentare ciò che non conosco.

Lui è un uomo generoso, che vuole aiutarmi.

Ma, cocciuta come sempre,  impiego molto, molto più di tre secondi per capire che lui è un uomo generoso che vuole solo aiutarmi.

Ogni anno accade che, finita la stagione, fra tante persone che ospito ci sia una che è stata speciale, una che rimane di più nel cuore e nella mente.

Sarà che sono troppo empatica, affetta da ansia di prestazione, sarà che ho un pensiero deviato da strizzacervelli, ma è più forte di me percepire  ogni persona che ospito, come un’esperienza unica.

Quest’anno però Mauro e la sua famiglia mi hanno “spiazzata”.

Così, mentre accolgo altri nuovi ospiti che arrivano, la coppia svuota la credenza,  poi lui la capovolge anche se è pesantissima e armato di trapano infila con precisione le 4 viti mancanti.

Voilà, tutto è fatto. A voi sembra semplice, ma io da sola non avrei nemmeno provato!

Mauro, il mio cliente buono, mi ha narrato la storia della sua malattia, del suo trovarsi sospeso fra la vita e la morte per tre anni. Ha narrato tutto senza pietismo o compassione, anzi con l’allegria e l’orgoglio che ha un eroe quando torna vincitore, portando a casa tutti i cimeli conquistati in battaglia.

il viaggio in Toscana e la sosta a Pitigliano nel mio B&b, è stata la prima vacanza per questa splendida famiglia, dopo tre anni di tribolazione.

Ora sono partiti, ma da quel momento mi torna in mente (e la canto da sola) la canzone di Fiorella Mannoia “Che sia benedetta”.

La dedico a Mauro e alla sua famiglia, arrivederci e grazie davvero.

 

 

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