Una storia e una leggenda la festa dei Pugnaloni di Acquapendente – MaremmAlFemminile

Looking for something?

Categorie

Iscriviti alla mia news letter

Archivio

Seguimi

Una storia e una leggenda la festa dei Pugnaloni di Acquapendente

Ogni anno da circa otto secoli, nel terzo week end di maggio ad Acquapendente c’è la festa dei “Pugnaloni”Acquapendente è un paese della Maremma Laziale, in provincia di Viterbo si trova ai confini fra Lazio, Umbria e Toscana e dista da Pitigliano solo 32 km.

Non mi lascio scappare l’evento bello e più atteso dell’anno.

Trovo il paese in festa, le strade del centro straripanti di ragazzi che cantano, suonano e ballano. I ristoranti sono tutti al completo, così mi accontento di pò di pizza rossa al taglio.

 

Ma cosa sono i Pugnaloni ?
Pugnalone deriva dalla parola “pungolo”, un attrezzo di ferro usato per ripulire l’aratro dalle incrostazioni di terra o per punzecchiare i buoi più lenti.

Molte sono le storie religiose e le leggende sull’origine della festa. La più nota risale all’ anno 1166 quando, grazie all’aiuto del Papa Alessandro III,  gli abitanti di Acquapendente riuscirono a liberarsi dall’oppressione del tiranno Barbarossa. La liberazione molto attesa dal popolo, fu annunciata dal miracolo di un’ improvvisa fioritura dell’ antico ciliegio, prossimo alla chiesa della Madonna del Fiore.
Il miracolo della Madonna del Fiore era “la vittoria” e le armi contro l’oppressore erano arnesi del lavoro quotidiano, i pungoli che verranno poi portati in processione, ornati da fiori.

Successivamente i bastoni ornati  divennero quadri creati con i fiori ed il tema fino al 1970  fu la “liberazione”. Nel tempo il tema originario ha perso il significato rievocativo del miracolo per diventare una libera ed autentica creazione artistica.

 

Ad Acquapendente le maestre insegnano la complessa tecnica del Pugnalone già ai bambini della scuola materna ed elementare. Sono poi gruppi di adolescenti quelli che, all’inizio di maggio, iniziano a ripulire tutti i pannelli creati l’anno prima. Usano spazzole e carta vetrata. Quando il pannello è pulito viene imbiancato e l’artista (solo colui che ha ottenuto il consenso del bozzetto dalla Pro-loco locale) lo disegna e lo dipinge sul legno, usando attenzione ai chiaroscuri e alle sfumature di colore.

Il gruppo di teenager lavora e ritaglia le foglie secche di querce, di castagno,  di infiorescenze di noce, tutto quello che i ragazzi con fantasia scoprono adattabile nel mondo vegetale, escludendo nella fase iniziale, i fiori.

 

Il momento magico della costruzione del Pugnalone arriva quando finalmente si incollano i petali freschi su i pannelli.
I locali dove vengono costruiti questi grandi quadri sono sulla strada, aperti e visitabili per tutti. Entrando si può ammirare l’ attenzione con la quale vengono scelti i petali per rispettare il colore e le sfumature del disegno originale.I petali vengono incollati uno per uno con una pazienza ed una precisione spasmodica. I ragazzi lavorano sotto gli occhi di tutte le persone che entrano nel locale dal quale emana un forte odore di fiori e di colla dolce.

Quantità enormi di petali delle ortensie, bianchi, lilla e azzurri giacciono sui tavoli mischiandosi ai petali di gigli, di violaciocche, di glicine.
La domenica mattina i vari gruppi portano i Pugnaloni terminati nella Piazza di Acquapendente, esposti agli occhi di tutti. Iniziano così i commenti, le critiche, le sfide, gli sberleffi tra paesani . La situazione si quieta all’ inizio la Processione dove, insieme alla Madonna del Fiore, sfileranno tutti Pugnaloni.
La domenica sera nella Piazza di Arcidosso viene dato l’annuncio del Pugnalone vincitore dal balcone del palazzo Comunale.  Il momento è solenne.
Dopo un attimo nella Piazza esplodono le emozioni di gioia, quelle della rabbia o della delusione che vivranno nell’animo dei partecipanti integre e tenaci,  fino al maggio prossimo.

Da non perdere 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.